
50 è il settimo manufatto della serie “i tronchi” di ACU di MoZ. Anche in questo caso trattasi di tronco proveniente dalla mitica cascina Tubi.
Come tutti i tronchi di cascina è stato scelto perché, pur essendo marcio, aveva “quel certo non so che” che faceva pensare che meritasse di avere una seconda vita.
A prima vista sembra un banale pezzo di legno con la corteccia muschiata ma non appena tolto via il primo strato di marcio si svela il suo complesso mondo interiore: 50 ha l’anima di una briccola veneziana!!
Il tronco è costellato infatti da innumerevoli cicatrici che testimoniano le scorpacciate fatte a sue spese da un battaglione di voraci cuccioli di calamaro gigante, sfrattati tutti con trattamento antitarlo e affini consistente in 24 ore di immersione in acqua calda e abbondante sapone di marsiglia.


I fori e le gallerie sono state ripulite e svuotate con tanta pazienza, una per una, dall’allegra artigiana che durante l’attività (entrata in uno stato di sogno ad occhi aperti simile alla trance mistica) ha elaborato meditazioni di elevatissimo livello.
Sfortunatamente però, al termine del lavoro, nella sua memoria non ne è rimasta alcuna traccia.



I cuccioli di calamaro gigante hanno dato prova di straordinaria intelligenza, riuscendo a svolgere durante i loro scavi il doppio compito di mangiare e scrivere contemporaneamente. L’artigiana si è chiesta più volte se non si tratti in realtà di un messaggio scritto superiori intelligenze aliene. Se così fosse, purtroppo l’artigiana non è stata in grado di decifrarlo. Ma lo ha ugualmente portato alla luce per i posteri. Chissà, forse un giorno….


La pulizia del tronco si è svolta seguendo un criterio conservativo.
Volutamente tutto ciò che non poteva essere tolto con facilità è stato lasciato al suo posto.
Per questo motivo 50 porta ancora con sé e i diversi “strati” di cui è composto un tronco e non soltanto il “cuore” del legno (per chi ha voglia di conoscerli, vedere in appendice la lezione di tecnologia).

Dopo la pulizia, 50 è stato ulteriormente levigato e rifinito con massaggio ayurvedico con olio paglierino che ha vivacizzato i contrasti e le sfumature di colore dei suoi diversi strati. Nel corso del massaggio l’allegra artigiana ha sottoposto 50 ad una seduta di coaching in cui ha rinforzato la sua autostima eliminando in lui la vergogna di mostrare al mondo le sue cicatrici che ora mostra orgogliosamente come segni di vita vissuta.

50 è nato per celebrare un compleanno importante ed è molto felice di essere stato scelto come regalo per un evento di tale portata.
Riunisce in sé la sperimentazione delle provette di Numberone e dei tappi di sughero di Tre tappi ma azzarda anche (seppure in tono minore) le acrobazie di Aladino.
50 rispecchia quindi il concetto di tronco “mutevole” che tanto piace all’allegra artigiana.
E per non farsi mancare niente ha voluto pure avere le lucine …





Appendice: lezione di tecnologia

1 MIDOLLO: è la parte più interna, la vera spina dorsale dell’albero. Morbida e spugnosa, serve a trasportare il nutrimento all’interno della pianta.
2 DURAME: o cuore del legno è la zona del tronco di maggiore spessore la parte più resistente costituita dagli anelli più antichi ed ha la stessa funzione che nel corpo umano ha lo scheletro, cioè quella di consentire all’albero una posizione eretta. Le cellule che lo compongono sono ormai morte, ma la loro massa favorisce la compattezza, la resistenza e la durezza.
é l’unica parte delle essenze legnose da cui si ricava il legno utilizzato industrialmente e dal quale si estrae il cosiddetto legno massello.
3 ALBURNO: (xilema), è formato da cellule vegetali vive nelle quali avviene il trasporto della linfa grezza (acqua e sali minerali) che dalle radici salgono alle foglie. L’alburno, all’ inizio dell’inverno, viene assorbito dal durame. Solo gli strati esterni del legno, più giovani, mantengono funzione di conduzione.
Decisamente più tenero e lavorabile del durame, tende a indurirsi con il tempo.
4 CAMBIO è lo strato in cui si crea il nuovo legno che permette all’albero di crescere e crea ogni anno nuove fibre, sia verso l’interno per formare l’alburno o xilema, sia verso l’esterno per formare il libro o floema.
5 LIBRO (floema): ha uno spessore molto sottile e serve a proteggere l’albero dall’umidità. Nel libro scorre la linfa elaborata, costituita da soluzioni acquose di sostanze organiche (soprattutto zuccheri prodotti dalla fotosintesi, amminoacidi ed ormoni) che discende dalle foglie al resto della pianta.
6 CORTECCIA: l’anello più esterno, l’unico visibile anche quando il tronco non è sezionato. Fisiologicamente morta è la “giacca a vento” impermeabile dell’albero e serve a proteggere gli strati più interni del tronco dagli agenti atmosferici e dagli insetti nocivi (nel caso di 50 non si può dire che abbia svolto il suo lavoro in modo efficace)

